Primo giorno, 16 settembre 2010

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Arriviamo all’aeroporto di Lubumbashi verso mezzogiorno. Il caldo si fa sentire, ma non disturba più di tanto. È un aeroporto militare e perciò non è possibile scattare fotografie; qualcuno, non sapendolo ci prova, ma viene subito fermato dai militari. Non facciamo neppure in tempo ad uscire dai cancelli che padre Marcellino ci viene incontro: io non l’avevo mai incontrato e il primo pensiero che ho, guardando quell’uomo arzillo con la testa ricoperta dal cappello bianco di paglia che gli ho già visto in mille foto, è che sia un uomo forte e sul quale gli anni non hanno fatto nessuna presa. (Continua…)