Diario dal Congo 2015, quarto giorno!

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812829136_10617627521492238025Quarto giorno
Lunedì

La parola del giorno è INCONTRO. Non possiamo cominciare questa avventura senza prima entrare in relazione con le persone che abitano questa terra meravigliosa. Siamo OSPITI e come tali desideriamo immergerci nei loro ritmi e nelle loro tradizione. Così varchiamo la porta della missione e attiriamo gli sguardi incuriositi dai nostri sorrisi. La musica facilita l’incontro, insieme è facile intonare qualche ritornello famoso e poi ripeterlo in francese e swahili, diventa quasi un gioco dove tutti sono un po’ maestri è un po’ allievi. Anche il gioco fa la sua parte, il pallone diventa l’oggetto più ambito quando si è circondati da una cinquantina di bambini e dopo il primo calcio, il caos è garantito: nuvole di polvere si alzano da terra ed è difficile vedere più in là del proprio naso! Le ore passano in un secondo, il sole prosegue il suo percorso nel cielo senza che noi ce ne rendiamo conto, solo il brontolio dello stomaco vuoto ci richiama a guardare l’orologio.
I nostri uomini lavorano imperterriti dalle 6 del mattino fino alle 15 del pomeriggio per sfruttare ogni ora di luce possibile. Hanno già fatto miracoli: troviamo sul tetto della falegnameria tutti i supporti e i primi pannelli già splendenti sotto il sole!! La squadra lavora molto bene e velocemente. Ovviamente non mancano grandi risate quando pur di farsi capire li vediamo gesticolare animatamente e adottare un linguaggio misto tra francese e romagnolo!!
Nel pomeriggio mentre i nostri uomini continuano a lavorare, ci avventuriamo nella giungla cittadina insieme a padre Andrea, frate congolese e a Rafael, il sarto migliore del quartiere con cui collaboriamo per portare avanti il progetto “sartoria” della Missione. Curiose come bimbe osserviamo dal finestrino le strade affollate di gente indaffarata a vendere qualunque cianfrusaglia possa far guadagnare qualche Franco e la musica è frastornante ad ogni angolo quando passiamo innanzi ai piccoli magazzini colorati esternamente ma bui come la pece al loro interno. Preceduti da Rafael, scegliamo un magazzino di stoffe e dopo qualche contrattazione sul prezzo con la “mama” compriamo tessuti dai vivaci colori africani con cui si realizzeranno bellissime borse e pochette “made in Lubumbashi”… Siete pronti a scegliere quella giusta per voi???

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