Passato,presente e futuro di una piccola Missione in Congo

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MESSAGGIO di Padre Marcellino in occasione dell’incontro con “Congonauti”, simpatizzanti e membri dell’Associazione “Amici di Padre Marcellino” il giorno 5 Maggio 2014. 

Questa è un’ occasione ottima che mi permette di incontrare e abbracciare molte amiche e molti amici, condividere opinioni e informazioni, mettere a punto l’attualità del nostro piccolo mondo: Associazione e Missione ”Les Buissonnets”, progetti passati, presenti e futuri… Vi garantisco di essere felicissimo di questo incontro, vedervi e ringraziarvi, incoraggiarvi e sostenervi verso mete ancora più ambiziose. ‘Anche se per il mondo foste nulla, per me voi siete il mondo’! Certo, voi siete il mio mondo, mio cielo e luce, aria r respiro, colore e calore, gioia e felicità, mia vita e mio tutto! 

Come tutta la popolazione della missione: piccoli e giovani, mamme e papà, anziani e ammalati, sono per me il mondo, il mio mondo, il pianeta della mia vita! Voi… loro… Due mondi che si incontrano e si fondono in un solo mondo. Voi tutti per me siete il mondo! Il tesoro meraviglioso che la Provvidenza ha posto sul mio cammino senza che io abbia fatto nulla, senza alcun merito da parte mie. Grazie a Lui! Grazie a voi. 

Ringrazio D. Gianni Monaldi per l’immagine-cartolina ricevuta e che mi ispira questo pensiero. Non so se lui si sia reso conto di quanto parlante quell’immagine fosse per me; vi ho visto, almeno in parte, la mia realtà. Grazie, D. Gianni, per quella cartolina!

Nella memoria in questo momento sta passando un défilé interminabile, un film: volti, situazioni, luoghi, colori, impressioni…

Riprendo per iscritto, forse in maniera più ordinata e chiara, alcune parole indirizzate ai presenti nella sala di Domagnano quel 05 maggio scorso, con l’intendo di portarle a conoscenza anche degli altri amici e benefattori, parenti, fratelli e sorelle di religione, che non hanno potuto, per ovvie ragioni, prendervi parte fisicamente, ma che moralmente non potevano esserne assenti.

 Primo Punto: saluto.  

Un caro ricordo e saluto, dunque, lo riservo, come dicevo, oltre che ai presenti, anche a tutti gli amici, sostenitori, simpatizzanti, parenti, confratelli e consorelle assenti fisicamente. Tuttavia, se possibilità mi è accordata di accentuare questa attenzione, allora la rivolgo a coloro che non potranno mai più essere fisicamente presenti a tali assemblee, perché chiamati dal Padre a godere della Pace e Beatitudine eterna nella sua casa. A loro auguro, auguriamo veramente riposo, pace e felicità.

A questo punto mi sia permesso di menzionare particolarmente un amico e fratello, comune a tutti noi:  Marco Casali… Sappiamo bene in quali circostanze tremende fu  strappato tragicamente alla gioia di vivere… strappato alla famiglia, sposa e figli, fratello e sorella… strappato alle sue passioni e ai suoi sogni, alla schiera enorme di amici e ammiratori… Perché questo?

”In una notte nera, su di una pietra nera, una formica nera, Dio la vede!” Proverbio indiano sempre valido! Spiegazione, se spiegazione può esserci, solo la Fede e la Speranza cristiana ce la può dare; solo a livello”Dio” possiamo pacificare il cuore e rilanciare la vita! 

Non posso io, e non possiamo noi tutti, dimenticare che a lui molto dobbiamo per aver acceso in San Marino, e mantenuta accesa, la fiamma missionaria, per aver scoperto questo missionario sammarinese sconosciuto e sperduto nelle immense lande del Congo… E’ stato Marco l’animatore di quanto già realizzato e di quanto si sta ancora realizzando. A lui dobbiamo anche l’entusiasmo coinvolgente, sempre vivo e crescente, dei ”congonauti” di San Marino e Italia per la ”causa” dei poveri e diseredati. Il suo spirito lo sentiamo aleggiare intorno a noi ad ogni ‘piè sospinto’… Dobbiamo riconoscere che, sotto questo aspetto, il suo spirito non riposa affatto tranquillo… Lo sperimentiamo, in modo misterioso, che è ancora vivente, attivo e provocatore in mezzo a noi. Lo spirito di Marco non ci permette di assopirci sugli allori già conseguiti; ci scuote, sorprende, pungola e provoca, come sua abitudine, da sempre.

Esprimo a voi ciò che desidero e voglio augurare a Marco, nostro amico: che goda felice della vita dell’aldilà, del premio che il Padre di tutte le misericordie e consolazioni gli ha riservato per l’eternità; che goda anche perché la ”causa” della missione, dei poveri di ”Les Buissonnets”, non è stata abbandonata, anzi si afferma e si espande; che goda perché la grande famiglia dei ”congonauti” e amici della missione ha raccolto la fiaccola da lui accesa e continua a stringersi con vincoli nuovi e ancora più solidi, definendosi ed esprimendosi con nuovi impegni sociali e umanitari;che goda nel vedere che la missione di Lubumbashi è stata assunta dalla popolazione e dalle istituzioni sammarinesi, come un prolungamento della sua e nostra cara piccola Repubblica: San Marino; che Marco non ‘riposi’ affatto tranquillo, ma continui, anche se in maniera misteriosa, a stimolarci e provocarci per molte generazioni, come lo ha fatto e lo sta facendo tutt’ora.

Cari amici, Marco è presente in mezzo a noi e parlante anche in questo momento,  in questa sala. Domando solo un minuto di silenzioso raccoglimento che ci permetta di captare meglio il suo respirare… il palpitare del suo cuore…

 

Secondo: ringraziamento.

E’ doveroso per me, oltre ogni espressione formale verbale o scritta, riconoscere quanto già fatto e quanto è in ‘dirittura di arrivo’, ringraziare ‘a più non posso’, tutti voi, perché in tutto ciò che è stato fatto o si sta facendo, c’è del vostro, il vostro marchio: competenze, tempo, entusiasmo, denaro e, soprattutto, passione e cuore. Posso esprimervelo anche in una lingua africana? In Tshiluba?…. “Twasakidila nenu bonso! Twasakidila tshiakabidi! Twasakadila manze tente”! (Grazie a voi tutti! Grazie ancora! Grazie a piene mani!” )

Cari amici, non potrei mai ringraziarvi a sufficienza; non avrei mai a rendervi altrettanto. 

Mi consola che, quanto si sogna e si realizza, non è per me, non mira la mia povera persona, ( meglio sarebbe se questa rimanesse più in ombra),  ma una ‘causa’ ben superiore e nobile: favorire una parte della nostra famiglia umana, emarginata e negletta, che stenta a decollare e trovare il suo posto nella vita e nella società, quantunque lo sogni e lo voglia… anzi caparbiamente lo persegua… Miraggio destinato a restare tale per molte generazioni ancora?

In questo momento mi faccio anche interprete e portavoce di tutta la popolazione dei quartieri che, come satelliti, girano intorno alla missione di ‘Les Buissonnets’, teatro del vostro impegno missionario, sociale e umanitario, per dirvi la doverosa e cordiale riconoscenza che meritate. Grazie a voi tutti anche a loro nome.

 

Terzo:  sguardo ai progetti già realizzati o in dirittura di arrivo.

Tali progetti cominciano ad essere numerosi. Sono già conosciuti, almeno in parte, e non hanno bisogno di molte parole e tempo per riportarli alla memoria. Mi limito solo a qualcuno e con poche parole.

. Cominciamo dalla ”Principessa”, progetto ”acqua” potabile per la missione, scuola, ospedale e per la popolazione dei quartieri vicini: pozzo artesiano, vagone-cisterna per lo stoccaggio del prezioso liquido, pompa sommersa e tutto l’impianto di distribuzione. La cisterna è stata rivestita dei colori nazionali di San Marino. Vi dice qualche cosa?

. Nuova Maternità per permettere alle mamme dei nostri quartieri di mettere al mondo i loro pargoli in condizioni più degne e umane.  

. C’è anche il rinnovamento ed equipaggiamento dei vari settori dell’ospedale della missione. 

. C’è la Scuola Materna… Quest’anno vi erano a frequentarla circa 200 ‘cuccioli’!

. C’è il nuovo impianto elettrico, cioè: nuovo trasformatore con nuova, razionale e moderna distribuzione dell’energia a tutti i settori della missione: Casa comunità, Casa Noviziato, Casa Accoglienza, fattoria e Atelier di falegnameria e saldatura, Complesso Scolastico, Ospedale e Maternità, Sale di Informatica e pompe dell’acqua…

. C’è, ormai in dirittura d’arrivo, l’impianto di fotovoltaico! Tutti i pannelli solari preventivati sono stati ‘adottati’; il materiale necessario è stato ordinato ed è in arrivo a San Marino. Ancora qualche giorno di pazienza. Ciò che ha ritardato la conclusione di questo progetto è stato il ”signor inverter”… Doveva rispondere ai dei requisiti particolari posti dalle condizioni e dai bisogni della missione. Si è cercato con cocciuta perseveranza e, infine, si è trovato quanto si voleva! Il container ora non dovrebbe attendere molto per partire. Speriamo che sia a Lubumbashi prima della fine di settembre o ai primi di ottobre. Speriamo che un angelo custode lo accompagni lungo tutto il percorso fino ad arrivare, sano salvo e completo, là dove è calorosamente atteso. 

. C’è poi l’Equipe di volontari, tecnici e aiutanti, in attesa e in preparazione di una amichevole e benevola irruzione nella missione per assicurare l’impianto di fotovoltaico nel rispetto delle norme CEE…  Chi desidera associarvisi, non aspetti tempo per i necessari preparativi;  prenda contatti e informazioni presso chi è incaricato di tale servizio.

 

Quarto: nuovi progetti.

Voi sapete, già da un pezzo, che P. Marcellino di notte non dorme; anzi dorme… ma sognando… e molto!

Un progetto non è ancora giunto a conclusione che già, nella sua testa, vi è un turbinio di altri progetti… Bocconi non sempre di modeste dimensioni e di facile digestione! 

Voi tutti mi insegnate che il fuoco, almeno un certo tipo di fuoco, bisogna mantenerlo sempre acceso. Gli altiforni per sciogliere i minerali di Lubumbashi, Kolwezi ecc.  non si possono spegnere, perché sarebbe troppo complicato e dispendioso poi riattivarli. Quindi, meglio mantenerli attivi!

Anche il fuoco, la fiaccola accesa dalla Provvidenza per la ‘causa’… (che si chiama anche ‘Marco’) non può assopirsi perché rischierebbe estinguersi… e sarebbe vero ‘peccato’! Bisogna, al contrario, mantenerlo costantemente acceso perché ad ogni momento sia attivo. Per riaccenderlo e riattivarlo sarebbe molto più difficile e deludente. Il ferro lo si modella quando è rosso fuoco. Quando raffreddato, lavoro sprecato!   

Mi incarico di mantenere l’alto forno acceso; me lo consentite? Mi consentite sognare ancora? Eccovi alcuni di questi sogni:

 Primo sogno: 

mettere in cantiere subito, non appena tornato in missione, un progetto già da un po’ di tempo in incubazione: 

– Sala d’Informatica per il ciclo della Scuola Primaria. 

Il ciclo Scuola Materna già ne possiede; anche il ciclo della Secondaria ne possiede, mentre la Scuola Primaria, che si trova fra la materna e la secondaria, ancora non ne  dispone. Una lacuna grave! Urgeva realizzarlo! 

Dopo la costruzione del locale, aspetto trenta computer da San Marino che dovranno arrivare nello stesso container dei pannelli solari… 

C’è chi si è attivato per questa parte del progetto… Siate attenti ai richiami dai responsabili e disposti a collaborare, nella misura del possibile.

– Sala d’esposizione lavori per ”Scuola di Taglio e Cucito”. Servirà per esporre, valorizzare e commercializzare i lavori delle nostre ragazze che frequentano questo ciclo di formazione. Un incentivo in più…

– Costruire sei nuove aule per la Scuola Secondaria. Stiamo rischiando l’esplosione!!! Dovranno essere pronte per l’inizio del prossimo anno scolastico… Una volta potevo dire: mi metto le mani nei capelli! Ora non più, visto che i capelli mi hanno abbandonato da tempo! Meno male però che tra voi c’è chi ne ha ancora molti!

 

Secondo sogno: 

Un’opera ciclopica: Nuovo Complesso Scolastico, sulla Strada Kafubu, che potrà chiamarsi ”Complesso Scolastico: Jakaranda” o ”Les Buissonnets 2” , a cinque chilometri da ”Les Buissonnets 1”.  Vi sono già sorti nuovi quartieri che si stanno popolando e ampliando a macchia d’olio. 

La Missione ”Les Buissonnets” mette a disposizione un terreno, già protetto da muro di recinzione, che il sottoscritto da qualche anno, non solo aveva  adocchiato ma vi aveva messo le mani sopra in previsione… Non si può mai sapere!… Un giorno verrà!… Sognare fa bene, dà stimoli. come avere visioni! Lo pensate il vostro P. Marcellino sognatore e visionario? Sapete che i sogni a volte si realizzano? Posso testimoniarlo e voi stessi lo constatate, anzi voi ne siete coinvolti e complici.  

Il momento ora è arrivato: rispondere ai bisogni manifestati da molti abitanti di questi nuovi quartieri: ”dateci una Scuola per i nostri figli”! 

Non spaventiamoci: non sarà un progetto da realizzare di botto in tutte le sue parti, ma poco a poco, per tappe progressive; sarà un impegno che marcerà al ritmo scandito dagli anni e dai bisogni crescenti, come già fatto, e si sta’ ancora facendo, per il Complesso Scolastico ”Les Buissonnets” che a tutt’oggi non è arrivato al punto finale.

Già qualche pedina si è mossa in questa direzione; le acque sono state smosse; le autorità superiori locali ne sono informate e secondano, non solo verbalmente, la realizzazione del progetto. A livello di San Marino già il vento si è fatto possibilista e favorevole… Sono tranquillo che il sogno si realizzerà anche se il vostro missionario, P. Marcellino, verrà a mancare avanti la concretizzazione totale di questo sogno. Non ho il dovere né l’ambizione di vivere ancora trecento anni per vedere tutto realizzato!!! Ci siete voi, c’è la nuova ”Associazione: Amici di P. Marcellino” che vivrà ancora dei secoli… Voi avete già raccolto questa eredità; eredità impegnativa da portare avanti con gioia, audacia e fierezza nel tempo!!! Conto su di voi e sono sicuro della presenza misteriosa di Qualcun Altro che vi vede e assiste da lassù.  

 Terzo sogno: Progetto Agricolo. 

Anche questo è un progetto nuovo, ambizioso e impegnativo. 

C’è da impegnarci molto per far progredire il livello umano e sociale di una categoria della nostra popolazione. La gente ama vedere nell’immediato il beneficio di un impegno lavorativo; si può aspettare una settimana… al massimo la fine del mese. Il frutto di un lavoro, come il raccolto dei campi, da attendere dopo vari mesi di impegno lavorativo, anche un anno, non invoglia molto i giovani a mettere mano alla zappa e dissodare terreni. Si preferiscono guadagni facili e immediati. Si è normalmente recalcitranti alla proposta di impegnarsi ‘in proprio’, cioè su propria iniziativa e responsabilità, nel lavoro dei campi; meglio essere assunti da qualcuno per la giornata, la settimana. Poi come andrà andrà, intanto si è ricevuto il compenso e questo basta per il giorno di oggi. Impegnarsi in un terreno proprio, svolgere un lavoro a proprie spese…dissodare terreni, seminare, piantare, innaffiare, lottare contro parassiti animali e vegetali, contro siccità o piogge torrenziali o atri elementi di disturbo dovuti a clima o ambiente, per poi attendere senza avere garanzie di un buon raccolto, questo proprio non non entra nei parametri mentali di molta gente. Meglio stare senza far niente! Il risultato è troppo aleatorio e incerto, e sfugge al controllo personale. Gruppi di giovani disgraziatamente sprecano tempo e vita, senza ideali seri e impegnativi per la vita, seduti dentro o fuori di chioschetti a bere birra e alcolici, paghi di osservare, criticare e magari ridere della gente che lavora e passa sulla via. Questi giovani andrebbero subito anche nei campi della missione, e a volte lo domandano, non per lavorarvi, ma a fare niente, contenti solo della mossa, abili solo ad innervosire, carezzando e rivendicando il ‘diritto’ al soldo immediato… La ‘buvette’  li attende!  Che spreco di energie e di vita! Che peccato!  Eppure ce n’è di gente che vive nei campi e dei campi, che dà esempio di laboriosità e pazienza, capace di attendendere lunghi mesi prima di godersi il frutto dei propri sudori! 

Per il missionario, è missione anche questa: aiutare, educare e spingere più gente verso l’agricoltura. Ciò farebbe molto bene al mercato, alla propria tasca e alla famiglia. Il nostro progetto agricolo va proprio in questa direzione: educare e incoraggiare più gente verso i campi… E qui in Congo, non sono i campi che mancano! 

Riguardo a questo progetto, qualcuno potrà, e con ragione, dirmi che voglio mettere troppa carne a cuocere!  

Veramente il tempo mi si fa corto! Chi ha tempo non aspetti tempo! 

Certo che se dovessi calcolare con le risorse economiche attualmente disponibili, abbandonerei subito l’impresa. 

Forse il P. Marcellino tenterà muoversi per cercare finanziamenti anche su fronti al di fuori di San Marino, bussare ad altre porte. Si vedrà!

Come detto per il progetto scolastico, anche per questo si procederà per tappe progressive. Piano piano s’è fatta Roma!!!

Per il momento si son fatti dei passi importanti: acquisizione di un terreno di 500 ettari da parte del Grande Capo tribù, che si chiama Shindaika. Altri numerosi e complicati uffici statali sono coinvolti per controlli, convalide e conferme, cosa abbastanza noiosa e disgustosa, perché ognuno dei responsabili vede già la buona occasione su cui saltare e da non perdere a proprio vantaggio. Ognuno vorrà far pesare il proprio intervento e tirare quanta più acqua possibile al proprio mulino. 

Quarto sogno:   

Lasciamo P. Marcellino coltivare ancora altri sogni… Non togliamogli tale  libertà e ricchezza, il suo spazio di vita… aria ossigenata di alta quota…! Permettiamogli di sognare ancora come un monello, quello della cartolina, spavaldo e temerario mentre cavalca il globo!

Quando arriva per lui l’ora di scendere dalla stratosfera e atterrare su piste più abbordabili?…

Care amiche e amici, sorelle e fratelli, voi tutte e tutti che teneramente amo: ” Anche se per il mondo potete essere niente, per me voi siete il mondo”!!! Siete voi il ‘tesoro’ meraviglioso offertomi gratuitamente dal Cielo.

Grazie! Grazie! Ciao!

Vostro missionario

P. Marcellino Forcellini Claudio.

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