Diario dal Congo – di Marco Sassi. Una piccola prefazione.

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Premessa: gli articoli del “Diario dal Congo” li potete trovare a questo link. Sono elencati in ordine dal più recente al meno recente, perciò partite a leggerli dalla seconda pagina.

Lubumbashi-028Quelli che seguono sono gli articoli scritti da Lubumbashi, Repubblica Democratica del Congo, tra il settembre e l’ottobre 2010. Venivano quotidianamente pubblicati su diversi media: il quotidiano La Tribuna Sammarinese e San Marino Tv, ad esempio, ma anche su numerosi giornali online come San Marino Notizie e altri che ora non ricordo. L’ultimo invece è stato pubblicato unicamente sul mensile Sorpresa.

Raccontano, più o meno giorno per giorno, tutto quello che è successo durante quella ‘spedizione’ sammarinese alla missione di Padre Marcellino. La missione si chiama Les Buissonnets e comprende anche un ospedale e scuole di diverso grado. Gli obiettivi principali, allora, erano quelli di potenziare la linea elettrica, terminare la scuola materna, impiantare un allevamento di api per produrre il miele e supportare, con ogni mezzo possibile, l’attività ospedaliera. Per tutti, e soprattutto per quelli che si sono impegnati fisicamente, è stato un lavoro faticoso. Senza fare troppa retorica, credo davvero che i tecnici non abbiano risparmiato le forze neppure un giorno. (Continua)

Oggi, pensandoci bene, gli unici due che hanno sudato meno si chiamavano nello stesso modo: io e Marco. Avevamo allestito, al primo piano della missione, una specie di spartanissima sala stampa. Altro non era che un tavolo dove, la mattina, ci ritrovavamo davanti ai computer e, in qualche modo, rimanevamo collegati con la stampa sammarinese. Io scrivevo e prendevo appunti per l’articolo che avrei poi perfezionato la sera dopo cena e spedito l’indomani. Marco trafficava ininterrottamente con computer, telefono e il walkie-talkie con il quale rimaneva in contatto con le squadre dei tecnici impegnate nei loro lavori. Certo, le condizioni di lavoro non erano ottimali, ma alla fine si è riuscito a fare tutto. Ricordo che la cosa più difficile, a tratti impossibile, era spedire i video che Marco si ostinava a fare sempre troppo lunghi. Problemi di banda internet. A volte ci volevano anche ore prima che il filmato si caricasse completamente. Il bello era quando nel bel mezzo del caricamento saltava la corrente elettrica. Pazienza. Occorreva riniziare tutto di nuovo ed aspettare. Ecco una cosa che ho imparato lì: aspettare, sempre e comunque.

Per me era la prima volta; non ero mai stato in Congo. Ovviamente Marco Casali c’era già stato molte volte, e agiva nel proprio ruolo con grande dimestichezza e naturalezza. A me piaceva molto girare, girare per il quartiere, per l’ospedale, per le scuole, vedere le persone fare la fila per prendere le taniche d’acqua. Trovavo un certo nascosto piacere vedere le scarpe diventare rosse per via di quella polvere rossa che ricopriva ogni cosa. Per questo, spesso è volentieri, mi allontanavo dalla nostra improvvisata sala stampa e, devo ammetterlo, ritardavo nel fare quello per cui ero lì. Più di una volta Marco mi riprendeva con una battuta sulla mia pigrizia. Io spesso neanche lo ascoltavo, perchè anche lui in fondo era un pigro. Per questo ci siamo trovati bene.

Un brindisi, Marco, con una di quelle birra Simba che volentieri ci stappavamo nel pomeriggio davanti ai nostri computer.

Rimini, 22 ottobre 2013

 

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